Piacere, sono Patrizia Boniffi

 

Aiuto le donne single che desiderano

una relazione sentimentale, duratura ed appagante

ad incontrare il partner perfetto

e ritrovare serenità, equilibrio e sicurezza.

 

anche se pensi che sia difficile trovare uomini che abbiano voglia di impegnarsi,

 

anche se pensi di non essere attraente,

 

anche se guardandoti attorno, vedi che non ci sono uomini che ti attraggono  abbastanza.

 

Io ci sono riuscita, vuoi sapere come?

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Ma prima di tutto mi presento …

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Ho aiutato ed aiuto tuttora centinaia di persone a raggiungere i loro obiettivi utilizzando ed unendo il Counseling, per lavorare sul piano razionale, e la Terapia Energetica per smuovere la parte sottile che è dentro ognuno di noi.

Dopo lunghi anni di consulenza e formazione nelle aziende dal 2009 mi sono dedicata al lavoro individuale o di gruppo sulle persone per il loro miglioramento.

Mi sono formata in modo accademico con il triennio di Counseling con la DOF – SPC Scuola di Process Counseling e con la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche all’Università di Trieste.

Allo stesso tempo, ho affiancato questo tipo di studio con un triennio di Terapia Energetica raggiungendo il livello di Master Reiki con il Maestro B. Nardella e di Master TEPA con il Maestro A. Pillitu.

ED E’ QUESTA UNIONE

che rende unico il mio percorso e quello che offro alle persone

Come sono riuscita a trovare l’Uomo ideale alla soglia dei 50 anni?

(e come puoi riuscirci anche tu)

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I miei primi 40 anni e la mia inspiegabile insoddisfazione.

Il primo ricordo che ho di questa mia inquietudine è quando, un pomeriggio di fine primavera (era da poco passato il mio quarantesimo compleanno) durante una normale riunione con il gruppo di amici ho avuto la sensazione di vedere in bianco e nero, stranissimo e difficile da descrivere, evidentemente era il mio umore che si manifestava, invitandomi ad interrogarmi su come stesse andando la mia vita, soprattutto quella sentimentale che era diventata poco appagante.  Sentivo una necessità che non mi era chiara, su cui dovevo prima di tutto far luce: dovevo percepirla, ascoltarla, comprenderla. Ma da dove iniziare? E soprattutto, una volta compresa la mia necessità, come fare per manifestarla?

Il risveglio della mia femminilità e il desiderio di vivere finalmente il mio essere donna

Sempre più prepotentemente, sentivo la necessità di vivere profondamente il mio essere Donna, ma come farlo effettivamente? E’ difficile da descrivere quello che provavo: un senso di inquietudine generale, perché non mi sentivo desiderata, ed avevo smarrito completamente il mio ruolo di donna.

Purtroppo o per fortuna, lascio mio marito e inizio a scoprire cosa veramente voglio.

Il mio matrimonio si era spento, eravamo due ragazzi quando ci eravamo incontrati e abbiamo fatto molta strada insieme, ma siamo cresciuti in direzioni separate. Certamente una maggior attenzione alla relazione è necessaria, ma vedremo successivamente come prestare attenzione ai segnali per mantenerla nel tempo.

E quindi decisi che era il momento di liberarmi da una relazione ormai finita e nel contempo liberare anche mio marito. Era inutile trascinare nel tempo il fantasma di un matrimonio e rovinare tutto quello che di bello c’è stato.

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Il mio primo incontro con il Reiki.

Da anni ricercavo un’armonia che mi desse nuovamente il mio equilibrio. Tutto ciò non aveva, però, mai avuto una direzione ben precisa. Eppure arrivò un segnale forte e chiaro. Il primo step davvero decisivo ed indicativo per quel mio nuovo sentiero di vita fu l’incontro con la mia prima maestra di Reiki. Grazie a questa esperienza ho avuto la riprova che esistono “le cose che non si vedono” e che non ci si può manifestare solo nel piano materiale, ma è necessario agire anche per riequilibrare il nostro piano interno.

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Le mie frequentazioni dove conobbi molte persone di sesso maschile.

Dopo la separazione iniziai una nuova vita in cui incontrai moltissime persone, sia in ambito professionale che in ambito personale. Scoprivo un nuovo mondo, molto diverso dalle frequentazioni giovanili. Ormai ero adulta (teoricamente), le interazioni tra persone erano lontane anni luce da quelle di gioventù, tutti abbiamo una vita vissuta alle spalle e proprio per questo mi resi conto delle difficoltà ad instaurare un buon rapporto.

Ma che cosa ho trovato in quel periodo?

Mi resi conto dei difetti degli uomini che mi circondano (ma forse il problema sono io)

Perché dico che forse il problema sono io? Ve lo racconterò tra poco.

Innanzitutto mi ritrovavo ad incontrare uomini che si portavano appresso una serie di problemi che andavano dall’essere diffidenti verso il genere umano senza credere più nell’amore, a persone che nonostante dicessero di voler un rapporto serio erano interessati solo al sesso (non che ci sia niente di male, ma inutile non dichiararlo apertamente), ad altri che venendo da separazioni difficili avevano difficoltà a chiudere con il passato e vivevano nei sensi di colpa.

Oltre a queste macro problematiche vedevo che questi uomini erano insicuri, indecisi, non prendevano posizione: spesso, nonostante l’età, vivevano ancora con la mamma o la mamma era esageratamente presente nelle loro vite.

Un’altra caratteristica che accomunava spesso gli uomini che incontravo era la poca forza emotiva e la scarsa personalità, cercavano di “fare l’uomo” ma trapelava dai loro comportamenti una certa fragilità e una scarsa autostima.

In alcune relazioni avute nel periodo, un’altra cosa che mi faceva impazzire: la loro poca presenza, il doverli rincorrere, la loro necessità di spazi di fuga. Questo mi faceva provare solitudine, solitudine che quando si prova stando assieme a qualcuno è ben peggio di quando si è veramente soli. Infatti, riuscire a stare bene da soli deve essere un passo per capire se stessi ed essere pronti a vivere una gratificante storia d’amore.

Mi resi conto di cosa volessi veramente da un uomo… e che paradossalmente dovevo cominciare a guardare dove non avevo guardato

Ma dopo tutte queste esperienze, ecco che cercai di capire se il problema ero io.

Mi resi conto anche di quello che desideravo da un uomo e da una relazione sentimentale appagante e cioè una persona con cui condividere la vita, anzi condi-vivere. Un uomo che guardasse nella mia stessa direzione e con cui avere passioni in comune. Un mix di intelligenza, sensibilità, serietà ma anche di senso dell’umorismo, ironia e di sex appeal: dopo tante persone “impersonali”, volevo qualcuno che mi affascinasse con la sua personalità.

Vi sembra troppo? Io sono dell’idea che “è meglio soli che male accompagnati” e che ad una certa età non ci si accontenta, non ci si deve accontentare.

E fu proprio in quel momento che ebbi una rivelazione.

Mi resi conto che il problema… ero io, ma un “io” insolito.

Perché ci si attrae? Mi chiedevo. Perché scatta il colpo di fulmine? Mi resi conto che, a prescindere dal conoscere o meno la persona, ci si attrae perché c’è un INCONTRO ENERGETICO FAVOREVOLE. Le due persone sono sintonizzate su frequenze che permettono quell’incontro.

E allora… a cosa ero sintonizzata io?

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Mi resi conto del mio ruolo molto maschile vissuto fino a quel momento

Quindi ero forse io ad attrarre le persone “sbagliate” perché non ero allineata con l’energia dell’Uomo che desideravo?

Mi resi conto che in tutta la mia vita aveva prevalso in me un atteggiamento maschile: un lavoro maschile, sport molto maschili, giochi fin da bambina da maschio, compagnie adolescenziali perlopiù maschili.

Mi resi conto di una cosa molto importante.  Nel corso del tempo ho visto in molte donne: una difficoltà a vivere la propria femminilità, dove “femminilità” non vuol dire essere uno stereotipi di donna vista come un banale corpo o un oggetto di piacere privo di cervello e di interessi. Con femminilità io intendo il piacere di ritrovare un ruolo (specie in coppia) che vada decisamente oltre le curve.

La vera femminilità è ciò che consente ad una donna di avere una propria intima centratura, di aver stima di sè, di credere in sé stessa accettando anche, e soprattutto, tutte quelle sfaccettature di sé magari non così maschili come spesso gli eventi esterni, negli anni, l’hanno obbligata a vestire.

Ma come fare questi passi verso una nuova me stessa?

Il Lavoro su di me e sul mio modo di rapportarmi agli uomini che ha cambiato tutto

Iniziai il lavoro per scoprire la mia femminilità sia su un piano esteriore che interiore. Molte pratiche, che ho poi codificato negli anni, mi permisero di ritrovare una nuova me stessa, dove poter esprimere al meglio il mio lato femminile equilibrandolo con quello maschile.

Così come fanno ora con gioia tante mie clienti, ho lavorato sul lato interiore ed energetico, sull’autostima e sperimentando molti esercizi per uscire dal quella “zona di comfort” che era in realtà la mia prigione da troppo tempo.

Cominciai con meditazioni di vario tipo ed esercizi per il riallineamento dei chakra più deboli, che ora studio e strutturo per ogni persona che ne usufruisce; lavorai a fondo sulla mia autostima, imparando ad amarmi e ad accettarmi per com’ero e anche questo è uno step fondamentale del lavoro che propongo, con test e relativi esercizi specifici;  inoltre, mi posi molte domande che ora sono diventati questionari per  capire quali sono i blocchi che non ci permettono di vivere al meglio la nostra vita sentimentale e non.

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Non vi nascondo che praticai dei bellissimi rituali d’amore per liberare nell’Universo la mia richiesta e che ora passo alle persone che stanno seguendo il mio percorso.

Ultima, ma non per questo meno importante, prestai molta attenzione a lavorare sulla gratitudine, vero motore per essere ricettivi e automaticamente felici.

Questo cambiò il mio modo di farmi percepire dal mondo esterno e di poter rendere possibile l’incontro con l’Uomo ideale per me. Che sarebbe accaduto di lì a breve in modo perfetto, anche se ancora non lo sapevo.

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Definisco che tipo di Uomo desidero avere al mio fianco e mi rendo conto che non voglio niente di meno (“Meglio soli che male accompagnati”)

Una volta cambiato il mio stato ho pensato a cosa attrarre e che cosa voleva dire per me una relazione ideale. Ho realizzato che in una buona relazione mi sarei sentita in uno stato di protezione, in uno stato di grazia, molto sentimento, felicità di occuparsi di un’altra persona, una vita molto piena, dove ora c’erano solo vuoti.

Mi resi anche conto che arrivare all’inizio di una storia sentimentale, è appunto solo l’inizio e che come un fiore prezioso, questa va coltivata e osservata consapevolmente, errore che probabilmente avevo commesso nel mio matrimonio dove si dava per scontato la presenza dell’altro in modo routinario e senza stimoli, senza attenzione.

Tutto questo seguendo delle tecniche di visualizzazione e di immaginazione, tratte da studi sulla Psicocibernetica,  che adattai alla mia persona e che ora, codificate sulla mia esperienza, fanno parte del percorso per migliorare sé stesse e la propria vita sentimentale che molte donne, mie clienti, stanno già seguendo e che restano spesso stupite da quanto influiscano sul cambiamento.

Dopo la mia rigenerazione lancio il messaggio nel mondo ed ecco che … in modo assolutamente inaspettato incontro l’Uomo della mia vita.

Ed ecco come incontrai l’uomo speciale che sarebbe diventato in seguito il mio secondo marito.

Forte di tutte le esperienze vissute e dei lavori fatti su di me ho capito che “Chi cerca non trova” e ho lasciato andare aspettative e ragionamenti. Ho tenuto il sogno nel mio cuore, perché da lì deve partire sempre il nostro desiderio più autentico.

Il nostro incontro è avvenuto in un gruppo di persone che si stava aggregando per stare insieme senza secondi fini e per trascorrere momenti di condivisione, anche perché ci si ritrova spesso con le stesse persone e non ci si confronta con nuove visioni della vita.

Io ricordo il suo primo sguardo, intenso, caldo e profondo e sono ritornata ragazzina in un secondo … la storia, seppur con le difficoltà che da adulti ci si trova a vivere, è arrivata al matrimonio dieci anni dopo quell’incontro e sta proseguendo con grande felicità. Noi siamo consci della nostra forza e andiamo avanti mano nella mano, curiosi di vivere ogni giorno insieme, amandoci più di prima.

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