Cos'è il counseling ?

Il counseling è una relazione di aiuto, utile in momenti in cui si è confusi e disorientati, perchè un equilibrio che prima funzionava, ora non funziona più. Consiste in un limitato numero di colloqui che attivano un processo di cambiamento personale, offrendo al cliente l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari e congruenti pensieri e comportamenti, di aumentare il proprio livello di consapevolezza, trovare e utilizzare le proprie risorse e aiutarlo ad affrontare al meglio le proprie scelte esistenziali con la massima autonomia.

Lo scopo del counseling è di rendere la persona consapevole da un lato delle proprie potenzialità e dall’altro delle proprie convinzioni limitanti che impediscono la realizzazione di una vita soddisfacente, accrescendo nella persona la capacità di decidere al meglio in merito alle azioni da intraprendere.

Attraverso il counseling il cliente riceve un sostegno nei momenti in cui c’è il bisogno di fare chiarezza dentro di sè, di migliorare un’area della propria vita o di superare una difficoltà di una fase esistenziale in ambito professionale o personale.

Efficacia del counseling

Il counseling è un processo che si innesca e che prosegue con i ritmi ed i tempi del cliente, ma ponendo l’attenzione sul “qui ed ora”.

 

Vengono forniti suggerimenti che agiscono come lievito per portare alla luce le potenzialità e le risorse del cliente, che è sempre il protagonista del percorso.

Spetta a lui, individuare gli obiettivi, ricercare le risorse e pianificare l’azione, tutto questo supportato dal counselor che gli offre il suo sostegno, mirando a migliorare l’autostima del cliente, aiutandolo a sviluppare le sue capacità di creare relazioni e riconoscere le potenzialità.

Il counseling è un accompagnamento alla crescita personale, un invito a essere consapevoli del largo margine di responsabilità che abbiamo nei confronti della nostra esistenza, riconoscendo come modifichiamo e causiamo gli eventi con il nostro modo di agire, di parlare e anche solo di pensare.

Chi è il counselor ?

E’ un professionista della relazione e della comunicazione interpersonale in grado di aiutare il cliente nel suo processo di cambiamento. Conduce il cliente all’esplorazione,alla comprensione di sè e alla sua crescita.

A differenza del consulente, il counselor non dà consigli, non fornisce soluzioni e non impartisce istruzioni. Non agisce per conto del cliente e non instaura con lui un rapporto di dipendenza. Il counselor non fa psicoterapia e non opera cure di nessun genere.

Il counselor per essere tale deve seguire un corso almeno triennale, deve conseguire un diploma e sottoporsi a supervisione ed analisi personale per un monte ore minimo di 120 ore. Deve poi proseguire la supervisione e gli studi secondo le proprie scelte professionali.

Il counselor è tenuto ad osservare il codice deontologico professionale ed è tenuto al segreto professionale.

Counseling online

Spesso pensiamo al counseling come ad una relazione d’aiuto strutturata in una forma di dialogo faccia a faccia.

Eppure adesso esistono consultazioni tra individui che possono anche non incontrarsi mai di persona: stiamo parlando del counseling on line (via e-mail, chat e videochiamata). Il counseling on line usa la telematica per rivolgersi a coloro che per cause di vario tipo, non sono disposti ad incontrarsi dal vivo con un esperto.

Vi sono alcuni aspetti che possono incoraggiare le persone a usufruire del counseling on line: il cliente e il counselor hanno la possibilità di entrare in contatto nonostante le grandi distanze, con una piccola spesa economica; il cliente particolarmente timido è alleggerito del peso di doversi presentare di persona; per chi è sempre in movimento o per ottimizzare la giornata di lavoro di chi è molto impegnato e non riesce a raggiungere lo studio per dei colloqui tradizionali.

Questa modalità, però, può essere integrata anche dalle sedute tradizionali, oppure può essere un mezzo per le persone più timide per affrontare un primo step a distanza per poi continuare il percorso vis a vis.

Potranno esserci delle resistenze, può sembrare un contatto sterile ed arido, ma dalla mia lunga esperienza di consulente che da decenni utilizza modalità telematiche di comunicazione, posso concludere che è possibile leggere tra le righe e capire la persona per quello che scrive e soprattutto per come lo scrive.

I concetti che appaiono sul monitor e il modo in cui vengono  esposti dicono molto della personalità del cliente e se il counselor sa essere veramente attento, può cogliere un’infinità di informazioni su di lui e trasmettere tutta la sua comprensione e tutto il suo affetto anche con il solo uso di una tastiera.

Counseling di coppia

“Ti amo ma non sono innamorato di te” è, attualmente il problema di relazione più diffuso. Non siamo più disposti ad accontentarci di relazioni comode, ma ci aspettiamo che siano completamente soddisfacenti.

L’amore è divenuto il collante che tiene unite le relazioni, ma la nostra cultura lo ha considerato come un soggetto troppo grande o troppo mistico perché possa essere definito con precisione, misurato e capito.

Non esiste mito della nostra società più forte di quello secondo cui “L’amore vince tutto”. Questa, però, è solo una verità parziale, la decisione, il coraggio e il tempo investito sono egualmente importanti, ma poiché tendiamo a non indagare la vera natura del loving attachment, non possiamo coglierne la complessità.

E’ impossibile avere una relazione pienamente soddisfacente e senza conflitti; evitare le discussioni può impedirci di amare veramente. L’alternativa è la disperazione e l’impotenza di un: “Mi spiace, tesoro, non sono più innamorato”.

L’ILYB (I Love You But = ti amo, ma…) può essere evitato e, con maggiore conoscenza dell’amore e del modo in cui cambia nel corso del tempo, la passione ritornerà insieme a una relazione davvero soddisfacente.

Questo è quanto si legge in un libro sulla crisi della coppia (Ti voglio bene, ma non ti amo più – A.G. Marshall) che è un interessante saggio scritto da uno stimato terapista della coppia che aiuta ad analizzare le modalità di comunicazione, di litigio e di espressione dei sentimenti, e propone dei passi ben precisi per cercare di superarli.

Soprattutto punta sulla positività, su quello che vogliamo opposto a quello che non vogliamo, anche se di solito quest’ ultima visione è quella più immediata e semplice da cogliere.

Da qui possiamo cogliere spunti per migliorare la nostra relazione di coppia, che al giorno d’ oggi soffre per la perdita della sua identità, della passione, del sentirsi insieme e dell’ impegnarsi giorno dopo giorno uno a fianco dell’altro.

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