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Blade runner

 In Film

Focus: Quello che però è il merito più grande di Blade Runner è di aver ridefinito la sfera emotiva e cognitiva degli #androidi, impostando un nuovo perno di riflessione nel filone fantascientifico. Non più semplici #robot, ma umanoidi, ovvero simili all’uomo. Non solo nell’aspetto fisico, ma nel modo di relazionarsi con se stessi e la realtà.

 

Blade Runner è un film di fantascienza del 1982, diretto da Ridley #Scott e interpretato da Harrison #Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Edward James Olmos e Daryl Hannah. La sceneggiatura, scritta da Hampton Fancher e David Webb Peoples, è liberamente ispirata al romanzo del 1968 Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) di Philip K. #Dick.

#BladeRunner è uno di quei film che hanno solcato nel profondo l’immaginario collettivo. La ricchezza visiva della pellicola è invecchiata bene, considerando che il film è del 1982: ancora oggi siamo meravigliati dalla regia e dalla sua fotografia.

Uno dei momenti più alti del film è infatti il monologo finale, in cui il replicante #RoyBatty dà libero sfogo alle sue memorie, che abbandona senza nascondere un’umanissima malinconia.

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire.»

Assistiamo così all’umanizzazione di Roy. Le sue lacrime, lavate dalla pioggia, spariscono come i suoi ricordi nel momento della sua morte.

È tempo di morire, conclude infatti l’umanoide. La #morte è il punto di contatto tra il guerriero dell’extramondo e l’uomo. Ciò che lo rendeva superiore agli umani sparirà nella fine più naturale ed umana di tutte. E in procinto di scomparire, decide di risparmiare Rick, innalzando la sua vita ad un significato più alto. Si azzera così la distanza tra l’ #uomo e il #robot, quando quest’ultimo riesce a riconoscere se stesso negli occhi di chi gli è di fronte. Il #guerriero perfetto e invincibile muore da uomo, muore da #eroe.

 

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