Arancia meccanica

 In Film

Focus: L’essere umano è un flusso di energia troppo potente per essere contenuto dalle dinamiche socio-politiche di cui è autore. Nel bene e nel male #Alex rimane se stesso: gli ultimi secondi del film sono un’eruzione di materia, di carne, sudore e musica celestiale, esplodono il Dionisiaco, la vitalità pura, lo spirito della tragedia nietzschiano, di cui DeLarge diventa indiscusso e trionfante sacerdote.

 

Arancia meccanica (A Clockwork Orange) è un film del 1971 scritto, prodotto e diretto da Stanley #Kubrick.

Tratto dall’omonimo romanzo distopico scritto da Anthony #Burgess nel 1962, prefigura, appoggiandosi a uno stile sociologico e politico, una società votata a un’esasperata violenza, soprattutto nei giovani, e a Il romanzo di Burgess e il film di Kubrick analizzano il concetto di #libertà individuale e del ruolo dello Stato attraverso un espediente concreto, quello di una cura miracolosa in grado di eliminare qualunque istinto negativo dalla mente del protagonista. Il prezzo da pagare, tuttavia, non è di poco conto: per liberarsi dal male, occorre rinunciare al libero arbitrio.

La cura Ludovico, che distrugge la #violenza di Alex, è un processo pseudo-scientifico a sua volta di una brutalità aberrante, raccontato in maniera esemplare in una delle scene madri del film. Svuotato dei suoi impulsi, il protagonista diventa un cittadino modello, un’arancia meccanica programmata per rispondere agli stimoli di una società ideale. Dal momento in cui Alex perde la possibilità di scelta sul suo comportamento, la sua figura inizia a essere contesa dal pubblico e dai suoi rappresentanti: chi vorrebbe usarlo come argomento di denuncia nei confronti di un governo autoritario e chi come trofeo di una politica efficiente e securitaria, tutti spogliano il personaggio di ogni veste umana.

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